L’assemblea del 24 novembre ha eletto Valentino Moretti presidente dell’associazione.

Il nuovo direttivo è composto, oltre che dal presidente, da Marina Capasso, Sandro Centonze, Roberto Ferri, Maria Cristina Novelli, Rodolfo Sbrojavacca, Cesarino Zago.

La quota di iscrizione come socio ordinario viene mantenuta a 20,00 € per il 2018.

L’assemblea ordinaria dei soci tenutasi a Pordenone il 29 novembre 2014 ha eletto all’unanimità il nuovo direttivo formato da Marina Capasso, Sandro Centonze, Roberto Ferri, Valentino Moretti, Maria Cristina Novelli, Cesarino Zago.

Il Presidente
Nicola D’Andrea

i pazienti fragili: la gestione sociosanitaria del vivere quotidiano

sabato 29 novembre – Auditorium Regione FVG, via Roma 2, Pordenone

con il patrocinio della ASS 6 “Friuli Occidentale” e di Federsanità ANCI FVG

9.00 Saluto della Direzione ASS6 / Giorgio Simon (Direttore sanitario)
9.30 Epidemiologia della fragilità / Gianni Tognoni (Direttore Ist. Mario Negri Sud)
10.00 Scenario socioassistenziale della Regione FVG / Maria Cristina Novelli (Ass. Gino Tosolini)
10.30 Le comunità locali: solidarietà sociale e tutela / Giuseppe Napoli (Presidente Federsanità ANCI FVG)
11.00 La fragilità interpretata dai medici di famiglia in Veneto / Stefano Ivis (MMG, Ulss 17 Veneto)
11.30 Assistenza sanitaria integrata in FVG: attualità e prospettive / Fulvia Loik (Resp. Distretto ASS 3)
12.00 Discussione

13.00 Assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione Gino Tosolini

locandina

Contenitore nr. 4: scegliere, invece che tagliare (“Choosing Wisely”)

 Five-Things

Nine United States specialty societies representing 374,000 physicians developed lists of Five Things Physicians and Patients Should Question in recognition of the importance of physician and patient conversations to improve care and eliminate unnecessary tests and procedures.

http://choosingwisely.org/?page_id=13

Contenitore nr. 4: Decision aids to help people who are facing health treatment or screening decisions

https://i2.wp.com/summaries.cochrane.org/sites/all/themes/omega_summaries/images/cochrane_logo60x60.pngda: http://summaries.cochrane.org/

http://summaries.cochrane.org/CD001431/decision-aids-to-help-people-who-are-facing-health-treatment-or-screening-decisions

Decision aids to help people who are facing health treatment or screening decisions

Stacey D, Bennett CL, Barry MJ, Col NF, Eden KB, Holmes-Rovner M, Llewellyn-Thomas H, Lyddiatt A, Légaré F, Thomson R
Published Online:
May 16, 2012

Identifying and making a decision on the best health treatment or screening option can be difficult for patients. Decision aids can be used when there is more than one reasonable option, when no option has a clear advantage in terms of health outcomes, and when each option has benefits and harms that patients may value differently. Decision aids may be pamphlets, videos, or web-based tools. They describe the options available and help people to understand these options as well as the possible benefits and harms. This allows patients to consider the options from a personal view (e.g. how important the possible benefits and harms are to them) and prepares them to participate with their health practitioner in making a decision.

The updated review of 86 studies found that when patients use decision aids they: a) improve their knowledge of the options; b) are helped to have more accurate expectations of possible benefits and harms; c) reach choices that are more consistent with their informed values; and d) participate more in decision making. Decision aids have a variable effect on actual choices but they reduce the choice of elective surgery when patients consider other options. When patients use decision aids, there appears to be a positive effect on communication with their health practitioner, and a variable effect on the time required for this consultation. Although there is an improvement with more detailed decision aids compared to simpler decision aid, the amount of improvement is smaller than that seen when decision aids are compared to usual care. There are no apparent adverse effects on health outcomes or satisfaction. More research is needed to evaluate adherence with the chosen option, patient-practitioner communication, and the associated costs.

Contenitore nr. 4: a proposito di ACCOUNTABILITY

Volentieri pubblichiamo da http://dottprof.com/2012/10/medicina-illegale-e-direttori-irresponsabili/

In evidenza

Medicina illegale e direttori irresponsabili

Il confine tra immoralità e illegalità, in molti comportamenti delle persone che lavorano nella sanità, è sempre più incerto. L’informazione e la comunicazione sulla salute sono un terreno decisivo per la carriera accademica, l’erogazione di finanziamenti e la promozione di farmaci e dispositivi medici: anche per questo, sono teatro di commedie e tragedie che in pochi conoscono ma che danneggiano tutti.

Una delle principali cause delle perverse (e illegali) dinamiche della comunicazione scientifica è la produzione distorta dei dati, derivante da una ricerca condizionata all’origine. In troppi casi, la definizione delle priorità (il decidere cosa studiare) e dei metodi di analisi (la scelta di come studiare) sono guidate da interessi diversi dal bene dei cittadini. Interessi non solo di tipo commerciale, ma anche accademico, politico o religioso. Il normale percorso di produzione di dati viene alterato in diversi modi.

Sono falsificati i bisogni informativi che determinano la programmazione di attività di ricerca: per esempio, viene amplificata la portata di problematiche sanitarie, di rischi epidemiologici, di pericoli “pandemici”, e così via. La premessa di gran parte dei lavori pubblicati prevede la descrizione di iceberg fatti da patologie invisibili. Ce ne sono così tanti che sembra che i cambiamenti climatici proprio non abbiano toccato la sanità.

E’ duplicata la ricerca che ha già dato risultati, vuoi positivi, vuoi negativi: per esempio, vengono ripetuti studi clinici su principi attivi che già si sono dimostrati efficaci o inefficaci, senza aggiungere nulla di nuovo a quanto già si sappia e sprecando risorse umane ed economiche, col solo obiettivo di fornire ulteriore supporto alla loro promozione commerciale (Evans, Thornton & Chalmers 2011).

Viene moltiplicato lo stesso set di risultati: la cosiddetta “salami pubblication” è utile sia ad arricchire i dossier sottoposti alle agenzie regolatorie, sia ad amplificare artificialmente l’attività di ricerca di clinici per fini accademici o di ricezione di finanziamenti (Bailar & CBE 1990).

Vengono falsificati (costruiti dal nulla) dei dati: è un fenomeno in forte aumento (Steen 2010); circa il 14 per cento dei medici dice di esserne stato testimone diretto (Fanelli 2009); che sia una questione direttamente legata alla illegalità è provato dal fatto che il 53 per cento degli autori coinvolti è un “repeat offender”; il 2011 è stato dichiarato “the year of retraction” ma il 31 per cento degli articoli ritirati non viene indicato come tale nei database bibliografici.

Sono soppressi (o nascosti) dei dati: problema di particolare attualità anche per il clamore suscitato dagli studi su farmaci antivirali, antidiabetici e antidepressivi non inclusi nei dossier presentati alla FDA e all’EMA per i numerosi casi di tossicità e di reazioni avverse (Doshi, Jefferson & Del Mar, 2012; Goldacre 2012, Healy 2012).

Spesso condizionato da questi “peccati originali”, il dato viene poi sottoposto ad un sovrappiù di spin da parte delle agenzie di pubbliche relazioni e delle redazioni scientifiche e, così conciato – è il caso di dire – , è offerto ai cittadini. E’ compromessa la traduzione del dato in conoscenza utilizzabile – attraverso la sua condivisione e discussione – nella pratica quotidiana. In altre parole, i protagonisti della assistenza sanitaria e del processo di cura – i cittadini, le persone malate e gli operatori – non sono messi in condizione di confrontarsi con informazioni autentiche. Essendo condizionate le informazioni alla base dei rapporti sintetici (revisioni sistematiche, linee guida, position paper, rapporti di Health Technology Assessment) si può ragionevolmente ritenere che la sanità, dunque, poggi su saperi alterati; programmi di prevenzione, percorsi diagnostici, piani terapeutici: la base di evidenze è falsificata da illegalità di maggiore o minore gravità. “Serious misconduct in medical research […] can distort the evidence base and harm patients” (Wager 2012).

Sono purtroppo questioni note, come dimostra una ricca letteratura pubblicata negli ultimi trenta anni. Non si tratta, oggi, di esprimere una condanna scontata; piuttosto, è il caso di sostenere chi fa domande cui è difficile rispondere (Wager 2012):

  • chi è responsabile (accountable) delle singole illegalità e dell’insieme di esse?
  • Le istituzioni governative dovrebbero vigilare e, nel caso, in quale modo e con quali strumenti?
  • Gli enti ai quali appartengono i clinici o i ricercatori che commettono illegalità sono in certa misura corresponsabili?
  • Quale accountability può essere ricondotta agli editor delle riviste che subiscono gli effetti di questi comportamenti o ne traggono consapevolmente vantaggio? E quale responsabilità ha il publisher?
  • In che misura le agenzie di pubbliche relazioni e i giornalisti sono corresponsabili?
  • Infine: dove reperire le risorse per affrontare il problema, se è vero che l’indagine su un singolo caso ha un costo medio superiore ai 500 mila dollari? (Michalek 2010)

 

Audizione dell’Associazione gino tosolini in III Commissione Regione FVG: il dibattito sulle proposte di riforma del sistema sanitairo regionale

Ecco come è andata in 3a Commissione: audizione delle Associazioni e della Cooperazione sociale della Regione sulle quattro proposte di Legge per la riforma del Sistema Regionale del Friuli Venezia Giulia

Il 19 ottobre il presidente dell’Associazione gino tosolini ha esposto una sintesi di questo documento in 3a commissione (salute) del consiglio regionale del friuli venezia giulia: Audizione terza commissione 18 ottobre 2012

Il documento integrale è stato consegnato ai consiglieri presenti. Gli interventi sono stati numerosi in rappresentanza di varie associazioni e della cooperazione sociale. Tutti gli intervenuti hanno espresso parere negativo verso le proposte di legge (PdL nr.146; PdL nr.180 ; PdL nr. 172; DdL nr. 216) motivandolo in modo diverso. Alla fine alcuni consiglieri dell’opposizione hanno posto domande di approfondimento e di orientamento all’Associazione gino tosolini, ai direttori di  distretto e al forum salute mentale (domanda specifica sull’opg). Infine il consigliere Dal Mas (PdL nr.146) ha cercato di difendere la propria proposta con un intervento. Il presdente dell’Associazione ha obiettato, esponendo alcune considerazioni tecniche maturate durante gli anni di collaborazione e lavoro dell’Agenzia Regionale della Sanità diretta da Gino.

Prossima tappa il 3 novembre
Un abbraccio a tutti
Cesarino Zago